LA CONFERENZA STAMPA
Scontro sulle rette disabili: «Documenti secretati, leso l'interesse delle famiglie»
I tre componenti espressione della minoranza della commissione Vigilanza di Gallarate sulla compartecipazione economica chiesta dal Comune
La consigliera comunale del Partito democratico Margherita Silvestrini mercoledì sera – 13 maggio – ha parlato di «nebbia» e di «segretezza ingiustificata» che «non fa gli interessi delle famiglie». A Gallarate la compartecipazione economica che il Comune chiede agli utenti per le rette di frequenza dei disabili nei centri specializzati torna sotto alla lente delle forze politiche di opposizione.
LA COMMISSIONE
La modalità di calcolo delle tariffe, in città, era cambiata alla fine del 2023, con l’entrata in vigore del nuovo impianto a partire dall’anno successivo. Una scelta che per alcuni nuclei familiari aveva fatto salire i costi ma che l’Amministrazione di centrodestra aveva motivato con la volontà di «allargare la platea» dei beneficiari. E se fino allo scorso anno alcune deroghe avevano attutito l’impatto su una parte delle famiglie, con il 2026 il nodo si è ripresentato. Sull’argomento si è mossa la commissione Vigilanza e controllo del Comune, per approfondire l’iter seguito e per ricostruire i passaggi fino a ora. «Una questione non di destra o di sinistra, ma di civiltà», l’aveva definita il Pd, che ora lo ribadisce. Mercoledì 13 maggio i tre componenti della commissione Vigilanza che sono espressione delle minoranze – insieme a Silvestrini, Giovanni Pignataro (Pd) e il presidente dell’organismo, Massimo Gnocchi (Obiettivo Comune) – hanno annunciato l’intenzione di andare a fondo circa un documento dirigenziale interno al Comune che riguarda l’applicazione delle disposizioni legate alla compartecipazione.
LA FILIGRANA
«Abbiamo già fatto i tutti i passi che ritenevamo necessari», ha comunicato Pignataro, accennando all’ipotesi che venga coinvolta la Commissione Accesso agli atti istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Coinvolgimento che tuttavia non è ancora certo. I tre consiglieri di Gallarate non hanno divulgato dettagli circa il documento al centro della questione perché lo stesso ente comunale – che avrebbe consegnato il testo ai consiglieri con una filigrana che identifica il destinatario in modo da impedirne la divulgazione in maniera anonima – avrebbe imposto loro la segretezza. E proprio questo è il punto contestato. «Non intendiamo compiere forzature», ha sottolineato Pignataro. «Ma posso dire che in tanti anni non mi era mai capitato qualcosa di simile». E «non poter usare le informazioni che vi sono contenute per l’interesse pubblico mi sembra inverosimile», ha rimarcato Silvestrini.
IL 13 OTTOBRE
Quel documento, secondo i commissari di Pd e OcG, potrebbe cambiare in maniera significativa la lettura della vicenda. «Questa conferenza stampa per dire che non ci siamo dimenticati di questo tema, che è di una sensibilità enorme», ha detto Gnocchi. Il nuovo metodo di calcolo aveva comportato un aumento dei costi molto significativo per una parte delle famiglie dei disabili ricoverati in centri residenziali o in una struttura diurna. Contro il tariffario nuovo erano stati presentati anche alcuni ricorsi al Tar, ma il Tribunale amministrativo milanese li aveva giudicati tardivi e quindi da non accogliere, ancora prima di valutarli nel merito. La partita legale tuttavia non è chiusa perché di recente i tutori di alcuni utenti hanno presentato nuovi ricorsi riferiti al 2026 e almeno per alcuni di essi il Tar ha fissato l’udienza per il prossimo 13 ottobre.
© Riproduzione Riservata


