IN MONTAGNA
Sbronzi sui bus dopo l’après-ski: autisti in rivolta
Troppi ragazzi ubriachi e violenti: i conducenti non li vogliono più
Questa vicenda potrebbe anche far sorridere e strappare un «non sono questi i problemi della vita» dai soliti opinionisti da tastiera, ma in Trentino la faccenda è tremendamente seria, tanto che nei giorni scorsi il Commissariato del governo – la “nostra” Prefettura - del capoluogo ha convocato un tavolo provinciale per la sicurezza proprio su questo tema. Il tema è il cosiddetto après-ski, ossia l’intrattenimento per sciatori e snowboarder nei locali dopo una giornata sulle piste. Oltre a questo, è sempre più diffusa la lodevole iniziativa di organizzare autobus per portare giovani e meno giovani a trascorrere la giornata in montagna. Ecco, qui arrivano i problemi. Perché, dopo aver alzato il gomito all’aprés-ski, in tanti poi accusano malori a bordo dei pullman oppure diventano violenti nei confronti degli autisti. E proprio loro, gli autisti, hanno deciso di dire basta. Come riporta il Corriere della Sera, l’ultimo episodio risale alla serata di sabato scorso, quando due autisti sono stati picchiati alla fermata di Javrè, sul bus di ritorno da Madonna di Campiglio: un ragazzo ha sputato in faccia a uno dei due autisti, poi gli ha sferrato un calcio al volto, e il collega è rimasto ferito a un ginocchio nel tentativo di fermare l’aggressione. La situazione è tale che alcuni autisti di Trentino Trasporti preferiscono darsi malati oppure prendere ferie pur di non dover prestare servizio sulle corse pomeridiane di Madonna di Campiglio. La questione si trascina ormai da alcune stagioni e sembra diffondersi a macchia d’olio anche ad altre località montane, in cui sono attive le “navette” con le città. Eppure i due principi di fondo sono lodevoli: da un lato, l’aprés-ski che, quando non scivola in eccessi che hanno poco a che fare con la montagna, offre un momento di svago agli sciatori e un’entrata extra agli esercenti; dall’altro, il servizio bus che permette di non dover guidare e di ritornare a casa in sicurezza. Ma è il mix tra le due cose che, talvolta, diventa esplosivo. A puntare i riflettori sull’argomento, all’apparenza secondario, ci hanno pensato gli autisti, che hanno deciso di dire basta e hanno iniziato a chiedere maggiori garanzie durante il turno di lavoro. Una presa di posizione doverosa, per garantire la loro sicurezza e la loro dignità, ma che riporta sotto i riflettori pure il tema del rispetto della montagna da parte di chi la frequenta.
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