CHE FINE HA FATTO
Sci, l’ultimo azzurro oro olimpico adesso produce aceto
Tutti gli sportivi si ricordano di Gros e Tomba, quasi nessuno di lui. Giuliano Razzoli ha vinto lo slalom speciale nel 2010 a Vancouver
È emiliano, ma non è Alberto Tomba. Chi è? Se fosse un indovinello, potrebbe essere questa l’indicazione per la domanda su chi sia l’ultimo italiano che ha vinto una medaglia d’oro alle Olimpiadi nello sci alpino.
In pochi, fra i non addetti ai lavori, si ricordano di quella vittoria, ottenuta quando in Italia era sera visto che nel 2010 si gareggiava a Vancouver, in Canada. Giuliano Razzoli, classe 1984, era uno slalomista azzurro di gran talento e su cui erano riposte grandi speranze. Arrivato ventiduenne in Coppa del Mondo, aveva però faticato a imporsi, tanto da cogliere il primo successo solo poche settimane prima dell’Olimpiade già citata: vinse il giorno dell’Epifania sulla pista di Zagabria e quel giorno precedette un altro azzurro, Manfred Mollg. Di conseguenza, per la gara olimpica era finito tra gli outsider dietro ai due favoriti, lo sloveno Ivica Kostelic e l’austriaco Benjamin Raich. Ma quel giorno Razzoli fu perfetto: completò la prima manche con il miglior tempo e confermò la sua vittoria contenendo il recupero di Kostelic, alla fine secondo per 16 centesimi: 22 anni dopo Alberto Tomba, vincitore a Calgary 1988, e 34 anni dopo Piero Gros, oro a Innsbruck nel 1976, l’Italia aveva il suo terzo campione olimpico nella specialità dello slalom. Non sentiva lo stress dell’Olimpiade, Razzoli: quattro anni prima, durante l’edizione di Torino, la Federazione lo aveva scelto come apripista della prima manche e lui scese come una furia. Lo cronometrarono: fosse stato in gara, si sarebbe piazzato al terzo posto. Nel 2011 la sua seconda e ultima vittoria in Coppa del Mondo, a Lenzerheide. Poi completò il suo palmares continuando a correre fino al 2024: giunse secondo cinque volte in gare di Coppa del Mondo e terzo quattro. Conquistò il titolo di campione del mondo militare nel 2010 e nel 2013. È a oggi il più vecchio slalomista mai salito sul podio in Coppa col terzo posto ottenuto a Wengen nel 2022, a 38 anni.
Ma che fine ha fatto Giuliano Razzoli? Ritirati gli sci in garage, ha completamente cambiato professione, raccogliendo l’eredità di suo nonno e di suo padre: dirige l’azienda di famiglia sui monti dietro Reggio Emilia, la “Acetaia Razzoli”, dove si produce aceto balsamico tradizionale dop, invecchiato dai 12 ai 25 anni. Dalla vittoria del Razzo, com’era soprannominato, ne sono passati 16. Chissà che a Milano-Cortina non sia la volta buona per trovargli un erede.
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