ROMA
Sondaggio Bankitalia, ad inizio 2026 al rialzo prezzi abitazioni
(ANSA) - ROMA, 22 MAG - Nel primo trimestre del 2026 le
indicazioni di rialzo dei prezzi di vendita delle abitazioni si
sono rafforzate: il saldo tra giudizi di aumento e diminuzione
si è attestato a 12 punti percentuali, da 9 nel trimestre
precedente. Il saldo è positivo in tutte le macroaree, con i
valori più elevati nel Nord-Est (17 punti) e nel Centro (13
punti), in un contesto in cui l'offerta rimane limitata su tutto
il territorio. Nel Sud e Isole si è registrato un marcato
ampliamento del saldo sia rispetto al quarto trimestre del 2025,
quando era pressoché nullo, sia sul trimestre corrispondente
dello scorso anno. In questa area geografica permangono tuttavia
dinamiche molto differenziate tra le aree urbane, dove
prevalgono nettamente giudizi di aumento, e quelle non urbane,
in cui il saldo rimane prossimo allo zero.
E' quanto emerge dal sondaggio congiunturale sul mercato
delle abitazioni in Italia realizzato da Bankitalia.
Lo sconto medio rispetto al prezzo inizialmente richiesto dal
venditore si è ridotto rispetto al quarto trimestre del 2025,
riportandosi sul livello
registrato nel corrispondente periodo dell'anno precedente. Il
divario tra macroaree rimane ampio: lo sconto è particolarmente
contenuto nel Nord-Est (5 punti), dove le pressioni al rialzo
sui prezzi
sono più intense, mentre nel Sud e Isole, pur in leggero calo,
resta il più elevato a livello nazionale, in particolare nei
centri minori. Anche i tempi medi di vendita si sono ridotti,
tornando anch'essi sul livello del primo trimestre del 2025.
La quota di acquisti finanziati con mutuo ipotecario si è
attestata al 65 per cento, sostanzialmente in linea con i
trimestri precedenti e su livelli storicamente elevati. Il
rapporto tra prestito e valore dell'immobile è rimasto
sostanzialmente stabile (attorno al 77 per cento).
La quota di agenzie che segnala le difficoltà di accesso al
credito tra le principali cause di cessazione dell'incarico è
rimasta stabile, al 17 per cento. Il saldo tra giudizi di
aumento e diminuzione dei canoni si è attestato a 31 punti
percentuali, in calo rispetto ai trimestri precedenti, con una
flessione più pronunciata nelle aree urbane. (ANSA).
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