L’INIZIATIVA
Sulle strade di Flaminio Bertoni, l’uomo che disegnava capolavori a motore
Masnago e Gavirate, Cittiglio e Laveno: oggi passerella di una cinquantina di auto del passato per ricordare il genio creativo del designer varesino
Non chiedete ai personaggi geniali di essere mansueti ed ossequiosi. Chiedete loro di inventare, rompere le linee consuete, gli stilemi tradizionali, di lasciare tracce indelebili. E di farsi amare dalle giovani generazioni aperte alle innovazioni. E’ ciò che è accaduto a Flaminio Bertoni da Masnago, nato nel 1903 in via Giordani, a Varese, campione di creatività senza pari fino al 1964.
Le cinquanta auto
Oggi una cinquantina di auto, dagli anni ’30 al ’70, di affezionati alle creazioni della mobilità del varesino che fu designer Citroen nei tempi d’oro della casa francese, hanno rievocato la sua vita e le sue opere. Dai vasi di terracotta da giardino alle carrozzerie simbolo della rivoluzione giovanile dei figli dei fiori, sessantottini cultori dell’amore libero senza freni. E il pensiero più evocativo, oggi pomeriggio, – nella passerella da Masnago a Laveno, da Gemonio a Gavirate, per finire tutti al salone di Marelli e Pozzi - è stato ispirato allo stupore, a meraviglia, rottura con il passato per essere protagonisti del presente, proiettati al futuro.Macché Ferrari o Porsche.
Pubblico eterogeneo
Il pubblico che ieri ha ammirato le genialate di Bertoni era eterogeneo: dal medico gastroenterologo di Bodio Lomnago alle studentesse di Caravate e Bosto, dal tatuatore di Cuveglio al capufficio di Tradate, dal restauratore di Caronno Varesino ai club Citroen dal Veneto e dalla Liguria. Tutti ad ammirare la Traction Avant che ruppe con le ‘paludate berlinotte’ a trazione posteriore, molti a sognare di restaurare una 2 cavalli per solcare le strade in barba allo stress. Perché provate a spingere i 9 cavalli a vapore, datati 1953, cilindrata 375 cc, oltre i 45 orari… Il suo possessore vi pregherà di non sottoporre a violenze queste piccole creature.
L’elogio della lentezza
“Ci vuole rispetto ed elogio della lentezza e cura nella conservazione di queste sculture viventi, perché hanno un’anima”, ci ha riferito il giovane Ivo Ortelli da Albiolo, che ama Bertoni ogni oltre limite. Quando l’Ami 6 ha raggiunto Laveno il pubblico si è diviso in Guelfi e Ghibellini: con la coda ispirata a quella dei pesci, c’è chi la ama, chi la destesta. Ma quando la DS Pallas ha imboccato lo stradone da Cittiglio a Gavirate, lo “squalo” disegnato dal vento ha fatto breccia nel cuore ed è stata un’impresa limitarne la velocità, con il confort da ammiraglia. Il varesino Bertoni, l’inimitabile, attende la consacrazione nel Famedio, il mondo ce lo invidia. L’ennesimo astro del design che raggiunge la celebrità lontano dalla culla che lo ha generato. E sin qui poco coltivato.
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