NEL CREPACCIO
«Siamo sprofondati senza accorgercene»: il dramma e la testimonianza
Dall’amico del gallaratese Rodolfo Franguelli le prime parole sul tragico incidente in montagna di sabato
«Siamo sprofondati, ma non ci siamo resi conto di essere caduti. Penso di essere svenuto: ero a testa in giù». Pietro Daniele racconta così gli istanti dell’incidente sul Monte Rosa, quando lui e Rodolfo Franguelli si sono fermati ad aiutare i francesi. Lo riferisce alle persone più strette, ora che sta meglio, sebbene sia ancora ricoverato all’ospedale Parini di Aosta. Mentre Rudy resta disperso a 4mila metri di quota sul massiccio del Monte Rosa da sabato pomeriggio 28 febbraio, quando è stato inghiottito da un ponte di neve.
Soccorso Alpino
Per il secondo giorno consecutivo gli operatori del Soccorso Alpino Valdostano e della Guardia di Finanza non sono riusciti a salire in quota per recuperare il 61enne originario di Cavaria con Premezzo, da molti anni residente a Gallarate. I soccorritori ipotizzano che Franguelli sia morto sul colpo dopo la caduta nel crepaccio. Soltanto dopo il recupero sarà possibile accertare ufficialmente il decesso.
Alcuni dettagli
Sono giornate convulse anche nella ricostruzione della tragedia. I compagni di cordata hanno sempre risposto agli operatori, il 61enne invece no. Sono emersi intanto alcuni dettagli che lasciano intendere che ormai non vi siano più speranze di trovarlo in vita. I soccorritori confidano di poter salire in quota oggi, perché serve una finestra di meteo favorevole di almeno 5-6 ore per completare il recupero. «Si tratta di un intervento lungo e delicato, è incastrato a 30 metri nel crepaccio», hanno spiegato i soccorritori intervenuti sabato sulla Piramide Vincent.
Saliti con le pelli
Il gruppo di alpinisti – erano in sei – era partito da Alagna sabato. Con Franguelli c’era l’amico gallaratese Pietro Daniele, 27 anni, ora ricoverato all’ospedale di Aosta. I due erano saliti con le pelli da Punta Indren. Il gruppo degli italiani era preceduto da tre francesi, quando uno di loro, Théo Jules Louis Mancini, 40 anni, residente in Italia, è caduto in una fessura. Franguelli e l’amico hanno cercato di aiutarlo con l’artva quando un ponte di neve si è aperto sotto i loro piedi e sono precipitati.
Due ore
«Ero a testa in giù, solo dopo ho saputo di essere rimasto nella neve per due ore, ma mi pareva di essere stato sotto solo per una mezz’ora», riferisce Daniele. «Penso di essere svenuto, ero riuscito a vedere anche l’orologio che aveva registrato i miei battiti cardiaci crollati». Dai racconti emerge che la cordata dei francesi era priva di attrezzature adeguate, mentre lui e Rudy li avevano aiutati. Franguelli era salito con gli sci, Daniele con i ramponi, si erano legati ma sono sprofondati in un punto pianeggiante, senza pendenza. Rudy non ha mai risposto ai soccorritori.
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