LEGALITÀ
Truffa da 200 milioni. Chiusa l’indagine
Accertamenti della Guardia di finanza di Gallarate. Recupera 36 milioni di crediti d’imposta
Lo scorso luglio i finanzieri della Compagnia di Gallarate e gli uomini della Sezione giudiziaria della Guardia di finanza presso la Procura di Busto Arsizio avevano dato esecuzione a un provvedimento di sequestro preventivo di circa 200 milioni di euro nei confronti di 19 società che in giro per l’Italia erano state accusate di aver partecipato a una maxi truffa organizzata per creare falsi crediti fiscali e permettere così ai privati di incassare indebitamente soldi dallo Stato. Nell’occasione, la Finanza aveva chiuso altre 45 società che secondo gli inquirenti erano state costituite al solo scopo di generare la documentazione fittizia che doveva giustificare il credito fiscale.
Indagini chiuse
Nove mesi dopo, ecco che la Procura di Busto Arsizio ha chiuso le complicate indagini condotte dai militari del Comando provinciale di Varese. L’avviso di chiusura delle indagini è stato notificato a 11 imprenditori residenti principalmente nelle province di Napoli, Caserta, Milano, Potenza e Roma. Tutti sono ritenuti rei di aver acquistato e detenuto da società inesistenti crediti d’imposta fraudolenti in attesa di poterli compensare con tasse, imposte e contributi. Come detto, si tratta di una frode da centinaia di milioni di euro che ha coinvolto imprenditori e società sparse un po’ in tutto il Paese.
Società cartiere
Le società cartiere individuate dalla Gdf, ad esempio, avevano sede nelle province di Modena, Savona, Caserta, Treviso, Brescia, Milano, Napoli, Torino, Pescara e Roma. Secondo la Finanza, si trattava di realtà prive di qualsiasi struttura societaria. Nonostante fossero regolarmente costituite, queste società non operavano in alcun settore, ma avevano presentato le loro dichiarazioni dei redditi al solo fine di ottenere indebitamente dallo Stato crediti d’imposta per milioni di euro. Eclatante il caso di una società che, in un solo anno, aveva avanzato la pretesa di un credito d’imposta per quasi 100 milioni di euro...
Le cancellazioni
A conferma dell’efficacia dell’azione svolta delle Fiamme gialle, 8 delle società destinatarie del provvedimento cautelare emesso lo scorso luglio hanno nel frattempo deciso di cancellare autonomamente il credito d’imposta contestato, rinunciandovi con una dichiarazione integrativa. Un dettaglio tutt’altro che secondario, visto che ha permesso alle casse dello Stato di recuperare immediatamente circa 36 milioni di euro. Per quanto riguarda il resto, quanto lo scorso luglio era stato sequestrato in via preventiva resta congelato in attesa di un pronunciamento definitivo da parte della magistratura. Se la frode sarà dimostrata, lo Stato cancellerà tutti i crediti.
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