VECCHIO E NUOVO CARROCCIO
«Tutti sotto una sola bandiera»
Oggi il ricordo di Bossi a Pontida. Leoni manda un messaggio a tutta la Lega
Un mese fa (il 19 marzo) l’addio a Umberto Bossi, il fondatore della Lega. Un mese fa il suo popolo si radunò per l’ultimo saluto nell’abbazia di Pontida. E chi vorrà potrà tornarci oggi (ore 17) per la celebrazione della messa del trigesimo che ha un profondo valore umano e religioso ma pure un significato politico importante. «Tutti sotto una sola bandiera»: questo il messaggio per la ricorrenza. Che cade nel giorno in cui la Lega torna in piazza a Milano con i Patrioti.
«Ad un mese dalla scomparsa dell’Umberto i militanti, tutti coloro che hanno avuto fiducia in lui, che lo hanno amato e stimato, vogliono ricordarlo». Così scrive Giuseppe Leoni, colui che era al fianco di Bossi quando nessuno avrebbe scommesso sul futuro di un partito che finalmente parlava in maniera diretta alla gente del Nord. Diceva chiaro e tondo che era ora di smetterla di spremere la Gallina dalle Uova d’Oro, ovvero la Lombardia, e che Roma Ladrona doveva farsi da parte per lasciare spazio a un nuovo mondo: quello del merito e del lavoro. La rivoluzione, però, non si compì mai. Ma resta attuale, tanto che Leoni – in occasione del trigesimo del senatur – lancia un forte messaggio di riappacificazione perché questo è il desiderio di Bossi e «noi tutti lavoreremo per poterlo onorare».
Sarà una Lega nuova, dunque, quella che vuole rinascere a Milano con la benedizione che arriva da Pontida? In tanti scommettono di sì. Vedono in questo momento la svolta per correggere la rotta e riportarla su quel fronte di ascolto e di attenzione per il Nord che è andato via via assottigliandosi. La partita non è delicata solo per il partito fondato da Umberto Bossi ma è decisiva pure per la coalizione di governo, considerato che Giorgia Meloni, dopo la sconfitta del sì al referendum, non ha più lo stesso potere attrattivo delle simpatie e dei voti degli italiani.
Il centrodestra, dunque, se vuole battere nel 2027 il centrosinistra che, dopo l’esito della consultazione popolare, si sente già con mezzo piede a Palazzo Chigi, ha una sola strada da seguire: interpretare le richieste e le esigenze di un elettorato che è stanco e deluso come lo era in quegli anni in cui Umberto Bossi decise di rompere il fronte dell’indifferenza chiamando a raccolta il suo popolo. Che rispose presente. «Umberto ha saputo dare alla gente del Nord, disinteressata e infastidita dalla politica che si era dimenticata di loro – ricorda Leoni – nuovo vigore e spirito battagliero». Allora come oggi. Il messaggio non è tramontato anche se sono passati più di quarant’anni. Era il 12 aprile 1984 quando nello studio varesino del notaio Franca Bellorini di Varese venne sancita la nascita della Lega Autonomista Lombarda. Bossi c’era, Leoni pure. Che conclude così: «Lui ci ha guidati, non potrà mai essere dimenticato dalla sua gente»
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