LA STORIA
Varese: «Arrivo dall’Ecuador voglio imparare il dialetto»
Lucia è Oss, vuol dialogare con gli anziani che cura. Si è iscritta al corso della Famiglia Bosina
Lucia ha gli occhi scuri e il sorriso chiaro di chi, superate tante difficoltà senza mollare di un millimetro, sa apprezzare quanto di buono le ha poi saputo donare il destino.
Lasciata la famiglia in Ecuador nel 2000, è approdata come collaboratrice famigliare a Varese, dove ha fatto anche la cameriera, l’operaia in fabbrica ed altri mestieri prima di iscriversi ad un corso per Oss, Operatori socio-sanitari, indetto dalla Asl. «È da sempre il mio desiderio stare accanto a chi ha bisogno e aver trovato lavoro al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Circolo mi ha cambiato la vita non soltanto perché mi ha offerto una sicurezza economica». Nel 2005 si sposa (con un ristoratore di Bregazzana) e mette su famiglia con tre bambini. L’America Latina rimane nel cuore e ci torna quando può, ma parte delle sue radici sono ormai stabilmente in terra varesina, dove assicura di essersi «sentita accolta fin dal primo momento». Una bella casa, un buon lavoro, qualche amica, eppure qualcosa ancora manca per sentirsi davvero integrata. «In ospedale ho spesso a che fare con persone anziane, molte delle quali parlano più spesso il dialetto che l’italiano o comunque mescolano uno e l’altro. È normale, lo hanno imparato in un tempo in cui tutti preferivano usarlo in ogni circostanza quotidiana e quindi hanno continuato a farlo per tutta la vita anche se oggi è parlato da pochi».
Nuovo idioma
Lucia ha impiegato poco ad imparare (e bene) la lingua italiana, da sola e senza seguire alcun corso, ma solo interagendo con la famiglia che l’ha ospitata (specialmente i bambini, che intratteneva leggendo loro i semplici libri-base realizzati proprio per imparare l’alfabeto e le prime parole). Un “assorbimento” del nuovo idioma un po’ perché non troppo diverso dal suo spagnolo e molto perché possiede una spiccata apertura mentale che le fa apprezzare ogni novità ed è portata per lo studio delle lingue. Infatti si esprime nella lingua di Dante con grande padronanza, resa più simpatica dall’inevitabile accento ispanico.
«Più difficile imparare il dialetto bosino, specialmente la grammatica. Però ho pensato che se volevo dialogare davvero con i miei pazienti invece che limitarmi a qualche parola qua e là, avrei dovuto conoscere anche il dialetto». Da qui la decisione di iscriversi al corso specifico che la Famiglia Bosina ha iniziato il 13 aprile e che proseguirà sino al 29 giugno.
Leggi l’articolo completo sulla Prealpina di domenica 24 maggio
© Riproduzione Riservata


