L’EVENTO
Varese: “Non esistono ragazzi cattivi”
Spettacolo al multisala dedicato agli studenti. Sul palco don Burgio e Massimiliano Simari, autore della pagina social ‘Massi e Mino”
Parte domani, giovedì 12 marzo, da Varese il progetto ‘Non esistono ragazzi cattivi. Cultura del rispetto: dialogo tra generazioni’, promosso da Regione Lombardia, su iniziativa dell’assessore alla Cultura Francesca Caruso, in collaborazione con l’Associazione Kayros. L’appuntamento è alle 11 al Multisala Impero di Varese, con uno spettacolo rivolto agli studenti delle scuole superiori e alle classi terze delle scuole medie.
Il progetto si articola in tre tappe e nasce con l’obiettivo di favorire il confronto tra generazioni e stimolare una riflessione condivisa sui temi del rispetto, dell’inclusione e della responsabilità sociale attraverso il linguaggio del teatro. Ecco allora la formula del teatro-testimonianza: spettacolo e narrazione si sviluppano dalle esperienze dirette di ragazzi che hanno attraversato situazioni di fragilità. Con il racconto in prima persona delle loro storie, la scena diventa uno strumento di sensibilizzazione, integrazione e partecipazione civica, offrendo uno sguardo autentico sulle dinamiche del mondo giovanile.
Sul palco don Claudio Burgio, cappellano del carcere minorile Beccaria di Milano e fondatore e presidente dell’associazione Kayros (realtà che opera nell’accoglienza di minori e nella gestione di servizi educativi per adolescenti), che dialogherà con alcuni ragazzi della comunità Kayros e con Massimiliano Simari, autore della pagina social ‘Massi e Mino’, nella quale racconta il proprio percorso di crescita personale e di riscatto.
Dopo l’evento di domani, il progetto proseguirà con due incontri aperti al pubblico il 18 marzo al museo MaGa di Gallarate e il 13 aprile al teatro Dal Verme di Milano.
«Con questa iniziativa – spiega l’assessore Caruso – vogliamo ribadire che la cultura può diventare uno spazio autentico di incontro tra generazioni. Il teatro, quando nasce da storie vere e da esperienze vissute, riesce a parlare in modo diretto ai ragazzi e agli adulti, aiutandoci a comprendere meglio le fragilità e le sfide della realtà giovanile».
«Non esistono ragazzi cattivi – conclude –. Esistono piuttosto ragazzi che hanno attraversato momenti difficili e che hanno bisogno di essere ascoltati e accompagnati. Con progetti come questo e grazie al prezioso lavoro della comunità Kayros, la cultura diventa uno strumento concreto di responsabilità sociale in grado di costruire comunità più consapevoli, inclusive e attente alle nuove generazioni. Come Regione continueremo a porre al centro delle nostre politiche i più giovani, mettendo in campo azioni capaci di valorizzarli».
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