ANALISI SUL CONSUMO DI DROGA
Varese sniffa più di Milano
La presenza media di cocaina nelle acque di fogna è quattro volte superiore. Costa 100 ero al grammo, 70 nei boschi
Altro che “Mille luci di New York”. Altro che anni ‘80. Jay McInerney avrebbe potuto tranquillamente ambientare il suo celebre romanzo a Varese. E attualizzarlo all’anno 2026. Sì perché scorre nelle fogne all’ombra delle Prealpi l’acqua più stupefacente: è così carica di residui di cocaina da battere di gran lunga quella di Milano. Il dato: si rilevano, in media giornaliera, 18 dosi di polvere da sballo ogni 1.000 abitanti.
L’acqua passata al setaccio è quella che transita nei depuratori di Gavirate e Lonate Pozzolo, già presi in considerazione per analisi sul consumo di droghe. Il confronto con Milano avviene su quella che approda al depuratore di Nosedo. Ebbene, l’esito di questi giorni è che lì il consumo orbita sulle 4 dosi ogni 1.000 abitanti. Il divario di sniffate con Varese e Varesotto è dunque smisurato, più di quattro volte tanto. Da bere e pippare sarebbe dunque la Città Giardino mica la metropoli dei locali, della moda, dei festini. Ma il gap è marcato anche rispetto alla media nazionale (11 dosi ogni 1000 abitanti).
La società Alfa, che si occupa della gestione provinciale della rete idrica, ha messo a confronto le due realtà lombarde e ipotizzato quindi una possibile spiegazione al divario di consumo. Sarebbe questa: distinguere il luogo dove si tira (la coca) da quello dove la si espelle con l’urina.
Potrebbe risultare che lo sballo avviene a Milano e l’andare in bagno a Varese e dintorni.
Il costo della cocaina? Cento euro in provincia di Varese ma quella venduta nei boschi può scendere fino a 70.
Leggi l’articolo completo sulla Prealpina di giovedì 21 maggio.
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