FERROVIE E DISAGI
Ventuno giorni di stop ai treni tra Gallarate e Laveno
Da lunedì 12 a domenica primo febbraio la circolazione sarà interrotta per lavori di potenziamento e manutenzione, che riprenderanno anche dopo le Olimpiadi. Modifiche alle corse anche tra il 9 e l’11 gennaio
Anche nel 2026 i pendolari sono costretti a fare i conti con i cantieri di RFI (Rete Ferroviaria Italiana) per rinnovare binari o costruire nuove infrastrutture. Dopo lo stop fino a lunedì 12 gennaio sulla tratta Rho-Gallarate, la società del Gruppo FS ha comunicato che la circolazione dei treni tra le stazioni di Gallarate e Laveno Mombello sarà sospesa per ventuno giorni consecutivi. Obiettivo: consentire l’operatività dei cantieri. Nello specifico, i lavori di potenziamento e manutenzione infrastrutturale comporteranno l’interruzione di tutti i treni regionali dall’una del mattino di lunedì 12 gennaio fino alla mezzanotte di domenica primo febbraio. Il dettaglio delle modifiche al programma di circolazione dei treni è disponibile nelle stazioni, sul sito e sull’app di Trenord.
DOPO LE OLIMPIADI SI RIPRENDE
Terminate le Olimpiadi, i lavori riprenderanno in primavera. Il secondo round di stop inizierà ad aprile, sempre lungo la direttrice che da Gallarate arriva fino a Pino Tronzano. Fino a Laveno la linea sarà bloccata per una settimana. Mentre a giugno, per circa un mese, sarà fermo il ramo che da Gallarate passa da Varese e arriva a Porto Ceresio.
MODIFICHE ALLA CIRCOLAZIONE DAL 9 ALL’11 GENNAIO
Ma i disagi inizieranno già dal 9 gennaio quando sono previste modifiche ai treni per lavori di potenziamento infrastrutturale – svolti da Rete Ferroviaria Italiana – nella stazione di Gallarate che si protrarranno fino all’11 gennaio. Sette le linee coinvolte.
I treni “RE” Milano – Domodossola circolano tra Milano Centrale e Busto Arsizio e con modifiche di numerazione nella tratta Sesto Calende - Domodossola.
I treni “R” Milano Porta Garibaldi/Milano Centrale – Arona/Domodossola circolano tra Somma Lombardo e Arona/Domodossola.
I treni “RE” Milano-Gallarate-Varese-Porto Ceresio circolano con modifiche di numerazione tra Porto Ceresio e Albizzate; nella tratta Albizzate – Varese ed effettuano tutte le fermate.
I treni “S5” Treviglio-Milano-Varese circolano tra Busto Arsizio e Treviglio e con modifiche di numerazione tra Albizzate e Varese; ad eccezione del treno 24587 che circola da Varese ad Albizzate senza modifiche alla numerazione.
I treni “S50” Biasca/Bellinzona-Varese-Malpensa Aeroporto circolano tra Varese e Mendrisio/Biasca/Bellinzona; a eccezione del treno 25587 che circola da Biasca fino a Busto Arsizio.
I treni “R” Milano-Gallarate-Luino e “S30” Gallarate-Luino-Cadenazzo circolano tra Ternate e Luino/Cadenazzo/Bellinzona.
Inoltre, dalle 17 di domenica 11 gennaio, i lavori interesseranno anche la stazione di Busto Arsizio.
I treni “RE” Milano – Domodossola circolano con modifiche di numerazione tra Milano Centrale e Parabiago e tra Sesto Calende e Domodossola.
I treni “RE” Milano-Gallarate-Varese-Porto Ceresio circolano tra Varese e Porto Ceresio.
I treni “S5” Treviglio-Milano-Varese circolano tra Treviglio e Parabiago.
Trenord informa che «sta predisponendo un servizio di autobus sostitutivi nelle tratte interrotte. Nei prossimi giorni la pagina web e l’avviso verranno aggiornati con i dettagli relativi al servizio sostituivo».
PD: «QUESTA NORMALITÁ NON DOVREBBE ESSERE ACCETTATA»
In merito ai disagi previsti con le modifiche della circolazione ferroviaria, anche sulla tratta Trenord tra Gallarate e Laveno Mombello, è intervenuta la segreteria provinciale del Partito democratico:
«Per quest’anno… non cambiare… Un invito che Trenord sembra aver preso fin troppo alla lettera. L’anno non è iniziato sotto i migliori auspici: ieri ritardi, oggi ancora. Guasti, cancellazioni, variazioni improvvise. E siamo solo a gennaio. Parliamo di tratte fondamentali, tra cui la “nostra” Laveno Mombello – Milano Cadorna: non una linea marginale, non una tratta colpita da episodi isolati, ma una delle direttrici più frequentate della Lombardia, utilizzata ogni giorno da migliaia di persone che pagano direttamente le conseguenze di un servizio ormai in evidente stato di degrado, la cui unica puntualità offerta è nell’aumento dei prezzi. Nel frattempo l’unica risposta resta “monitorate l’app”. Come se il problema fosse l’informazione e non l’inaffidabilità strutturale di un sistema che continua a scaricare inefficienze su chi viaggia. Regione Lombardia e il Governo amico non possono più voltarsi dall’altra parte: qui non siamo davanti all’ennesimo imprevisto, ma a una normalità che non dovrebbe essere accettata. Passano gli anni, ma per chi prende il treno sembra sempre lo stesso giorno».
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