IL CASO DEL BOSCO
Via Curtatone, nuovo processo per due attivisti
A due appartenenti al gruppo anarchico dei Tanuki viene contestato di aver impedito l’accesso a tecnici e forze dell’ordine nell’area di cantiere
Nuovo filone giudiziario per la vicenda del bosco di via Curtatone, a Gallarate. Due dei manifestanti che nell’estate del 2024 presidiarono l’area sulla quale il Comune aveva previsto la costruzione della nuova scuola per i quartieri di Cajello e Cascinetta vanno incontro a un percorso giudiziario ulteriore rispetto a quello che vede coinvolti 22 ambientalisti chiamati a rispondere dell’occupazione.
NUOVO PRESIDIO
Il gruppo anarchico dei Tanuki i cui componenti si arrampicarono sulle piante per ritardare il cantiere ha comunicato l’intenzione di difendersi, anche per questo secondo filone, «dentro e fuori le aule di tribunale», fissando per il prossimo 19 marzo un presidio davanti al tribunale di Busto Arsizio simile a quello che era stato organizzato lo scorso gennaio. Allora era prevista l’udienza preliminare che avrebbe dovuto avviare il processo a carico dei 22 attivisti che impedirono per due mesi l’avvio dei lavori. Udienza che però è stata rinviata al prossimo giugno. Le vicende che riguardano l’ulteriore filone giudiziario sono legate, in particolare, a quanto accaduto il giorno in cui venne disposto un sopralluogo di tecnici e forze dell’ordine all’interno dell’area boscata. Alle due persone coinvolte venne contestato di aver impedito l’accesso degli operatori.
PROSEGUONO I LAVORI
La lunga estate di via Curtatone si concluse con lo sgombero del bosco. La scuola contestata dai manifestanti oggi è in corso di realizzazione e i lavori disposti dal Comune di Gallarate sono ormai in fase avanzata.
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