DOPO I VIDEO SUI SOCIAL
«Vietiamo Varese alle auto, solo ciclabili»
Fuori programma nella visita di Matteo Salvini in città. La provocazione nella telefonata all’assessore Andrea Civati
Dal Montello al centro, con quella capacità di infilare il fuori programma dentro l’agenda che è diventata una cifra riconoscibile. Il passaggio di Matteo Salvini a Varese segue un copione collaudato: appuntamenti ufficiali alle spalle e poi la deviazione, il margine, quello che resta fuori scaletta e finisce per raccontare la visita.
SOSTA IN CENTRO
Da Pirola l’aperitivo è ristretto, pochi “intimi”, atmosfera da retroscena. Il brindisi arriva leggero, quasi buttato lì: «Agli attici delle case popolari con vista Sacro Monte». Una battuta che fotografa il tono della sosta. In centro la città è quieta. Corso Matteotti si lascia attraversare tra volantini per il sì al referendum distribuiti con calma, una sosta davanti al tribunale e qualche scambio veloce. La scena resta sobria, senza passaggi plateali.
LA TELEFONATA A CIVATI
Il fuori programma arriva nel finale, pochi istanti prima di ripartire verso Gallarate. Salvini prende il telefono e chiama l’assessore Andrea Civati. Un gesto che nasce da lontano: nei mesi scorsi Civati aveva pubblicato sui social video in cui fingeva di telefonargli, esordendo con un informale “Ciao Matteo”. I consiglieri della Lega, all’opposizione in città, hanno rilanciato la provocazione fino a trasformarla in una chiamata vera. Dall’altra parte del telefono, il tono resta quello dello scambio diretto. «Vietiamo Varese alle auto, solo piste ciclabili: è una strategia», dice Salvini con ironia, chiudendo la visita con un gesto che supera il protocollo e si porta dietro tutta la giornata.
© Riproduzione Riservata


