MUSICA
Wish you were here. Ce n’era bisogno? Sì
Nessuna band come i Pink Floyd riesce ancora oggi a essere trasversale
Alzi la mano chi, in questi 50 anni, non abbia tentato, con mezzi più o meno artigianali, di trasformare in un’unica suite da oltre 25 minuti le due parti di Shine on you Crazy Diamond, il gioiello dedicato a Syd Barrett contenuto in Wish you Were Here, nono album in studio dei Pink Floyd. Basta creare una coda e d’incanto le parti 1-5 (lato A) si fondono con le 6-9 (chiusura del lato B) a formare il “pezzo” più lungo e onirico della storia della band, più di Echoes, più di Atom Heart Mother. Oggi, a mezzo secolo di distanza, il giochetto è diventato realtà. Una realtà che commuove vecchi e giovani (nessuna band storica ha forse ancor oggi la capacità di unire generazioni di fruitori, dagli ex giovani ai loro figli e nipoti) e che è solo una delle tantissime chicche (alcune firmate dal mago del remix Steven Wilson) presenti nel mega-cofanetto Wish You Were Here 50, blu ray, dischi live e rarità che rendono giustizia a una band mai abbastanza celebrata.
Nelle pieghe della strenna natalizia (200 euri!) anche materiale presente in altri album, dalla meravigliosa Echoes (1971, Meddle), a estratti da Dark Side of the Moon (1973) e brani che diventeranno l’ossatura di Animals (1977). E che ci regalano una testimonianza di qualcosa che va oltre gli steccati e le definizioni di genere. È musica, è arte. Grazie Richard, Nick, Dave e Roger. E grazie naturalmente Syd: senza di te nulla sarebbe esistito.
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