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“Chicago, il Musical” al Teatro nazionale
Lo spettacolo «drammaticamente contemporaneo» diretto da Chiara Noschese spopola a Milano

Roxie Hart, una cantante di nightclub che uccide il suo amante quando scopre che sta per lasciarla. Condannata per il suo omicidio, incarcerata in piena epoca di proibizionismo, in prigione incontra Velma, anche lei assassina e cantante jazz con cui unisce le forze per uscire di prigione con ogni mezzo necessario. E, assieme all’astuto avvocato Billy Flynn, le due complottano rapidamente per riconquistare la libertà e la fama nella Chicago underground.
Prodotto da Stage Entertainment, ha la regia di Chiara Noschese (che intrepreta anche il personaggio di Mama Morton) e le coreografie di Franco Miseria Chicago Il Musical, fino al 29 ottobre e poi ancora a dicembre e a gennaio al Teatro Nazionale CheBanca! di Milano.
Con interpreti Stefania Rocca nel ruolo di Velma, Giulia Sol in quello di Roxie, Brian Boccuni in quello di Billy, Cristian Ruiz nell’ingenuo marito di Roxie, Amos Hart, e Luca Giacomelli Ferrarini in quello di Mary Sunshine, autore delle musiche è scritto da tre grandi autori quali John Kander, Bob Fosse e Fred Ebb e dallo spettacolo è stato tratto anche un film vincitore di sei premi Oscar diretto da Rob Marshall.
«La parola chiave della mia regia è “intrattenimento” - spiega Chiara Noschese - Chicago non è uno dei soliti musical, è uno spettacolo un po’ ostico, difficile, non molto fruibile perché ogni punto è frammentato. Mi sono voluta concentrare sulla fruibilità per il pubblico italiano, creando un evento per ogni punto. È comico, violento, ma soprattutto c’è la volontà di intrattenere il pubblico. Il pubblico è la prima cosa che conta». E per renderlo appunto più fruibile, prosegue la regista, «ho cercato di scegliere un gancio spettacolare per ogni numero rappresentato, che fosse un elemento scenografico, di costume, attoriale, ginnico, atletico, dando a ogni personaggio un proprio graffio. Lo spettacolo è ambientato in un circo che è quello che viviamo nella vita di tutti i giorni, in cui siamo bombardati dai social». E dunque uno spettacolo «drammaticamente contemporaneo - spiega ancora Chiara Noschese - in cui un crimine estremo quadruplica i followers».
Molto centrali sono le figure delle donne. Tradite. Non rispettate. Solidali tra loro e che rivendicano un ruolo, una centralità, i loro diritti, che si mettono in gioco e non subiscono passivamente. «Donne scorrette, ma non vittime, che ne escono come tigri, combattenti, che non abbassano mai la testa. Mentre gli uomini sono tragicamente uomini, soprattutto Amos, il marito di Roxie, che, nonostante tutto quello che lei gli fa, fino all’ultimo non demorde, il suo ultimo gesto è mandarle un bacio. Le donne fanno e disfano. L’uomo non vuole vedere».
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