NON SOLO MUSICA
Sanremo, specchio del Belpaese
Numeri da (quasi) record, formula super-vincente, ma la kermesse divide e attira allo stesso tempo

Verdetto a parte, il quinto Festival dell’era Amadeus va in archivio con la forza dei numeri. Tanti i telespettatori di una manifestazione rivitalizzata al punto da ottenere l’attenzione e la partecipazione dei giovani. Chi raccoglierà l’eredità del conduttore e direttore artistico non potrà arretrare di un millimetro.
Non che tutto sia perfetto, anzi. Dall’acustica che si è mangiata tante parole ai coconduttori - unica a funzionare, rubando però la scena al padrone di casa, Lorella Cuccarini - alla formula dei cantanti che presentano i colleghi. Fare credere che tutti si vogliono bene è il trionfo dell’ipocrisia. Davvero nessuno dei rivali ha rosicato per la sensualità di Annalisa o sorriso per la caduta di Angelina Mango? Perché i cantanti dell’Ariston dovrebbero essere migliori del resto del genere umano?
Tra i punti deboli figura la serata delle cover. Giusto rendere omaggio alle belle canzoni di una volta, meglio se mai passate dalla città dei fiori, ma scorretto permettere che qualcuno canti le proprie o quelle del repertorio dell’ospite di lusso. Che interpretino brani di altri senza dopare le votazioni.
Liberatosi dai monologhi-sermoni che rischiavano di non conquistare nessuno alla causa e di perdere chi la sosteneva, il Festival non ha comunque ospitato solo la gara. Lasciando capire che il sogno della pace nel mondo non è più monopolio delle aspiranti miss e regalando momenti intensi. Da Giovanni Allevi, lontanissimo dalla tv del dolore, a Paolo Jannacci, grandissimo, anche per coinvolgimento emotivo, nella sua denuncia delle morti sul lavoro.
Tra comunicati della protesta sui trattori e braccia rubate all’agricoltura, Sanremo resta specchio, meno deformante di quanto si pensi, del Belpaese. Per questo attira e respinge. E divide. Come, alzando un po’ il tiro, Il sol dell’avvenire, l’ultimo film di Nanni Moretti. A parità di giudizio, c’era chi definiva insopportabile la scena giudicata dall’altra la migliore e viceversa. Dinamica valida anche, non per caso, a due canzoni presenti nella colonna sonora, Sono solo parole, di Noemi, e Voglio vederti danzare, di Franco Battiato. Del resto - e per Sanremo vale ancora di più - ognuno ha il suo sentire.
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