L’AGITAZIONE
Varese, sciopera l’Anagrafe: «Organico ridotto e sotto stress»
Due ore di stop martedì 11 febbraio in Comune. «Sindaco e giunta prendano coscienza dei problemi»

Sciopero di due ore, dalle 8 alle 10, domani martedì 11 febbraio, del personale degli Uffici demografici (Anagrafe, stato civile e elettorale) del Comune di Varese con presidio davanti a Palazzo Estense. È’ stato convocato dai sindacati Rsu, Al.Cobas, Cgil, Cisl, Uil, Csa.
Ecco le ragioni indicate in una nota diffusa oggi, lunedì 10 febbraio. «Fino ad ora è stato fatto il possibile per non creare disagi o disservizi all’utenza cercando di colmare un vuoto - sempre più ampio a partire dal 2023 ad oggi – che sta mettendo a dura prova il settore: un organico ridotto di 9 unità per pensionamenti, cessazioni e trasferimenti a fronte di nuove e più gravose incombenze nel tempo assegnate agli Uffici a seguito dell’evoluzione normativa».
«Agli sportelli di questi uffici ci si rivolge per pratiche che hanno un impatto diretto e importante sulla vita dei cittadini: nascite, matrimoni, unioni civili, cittadinanze, rilascio delle carte d’identità, cambio residenze, insomma una vasta gamma di attività che costituisce la base per poter fruire di numerosi altri servizi pubblici, in campo scolastico, sanitario, assistenziale, tributario, elettorale (con tutte le attività connesse alle consultazioni elettorali: a fronte di un corpo di 66.000 elettori e 2 sottocommissioni elettorali che seguono 47 Comuni). Sono compiti questi di responsabilità, per i quali è necessario rispettare i tempi previsti dalla legge ed essere precisi e scrupolosi nella consapevolezza che basta un piccolo errore per creare grandi problemi alle persone. Basta una virgola in un nome perché il codice fiscale o una carta d'identità o un passaporto vengano emessi sbagliati, o una pensione non venga erogata o un atto non trascritto non permetta ad un bambino di avere assistenza sanitaria e così via... ».
«Le conseguenze di una riduzione d’organico così importante - prosegue la nota dei sindacati - sta determinando ormai da troppo tempo carichi di lavoro oltre misura, stress e disagio psico-fisico: stiamo parlando di una condizione (“stress lavoro correlato”) indicata in termini di fattore di rischio dal D.Lgs. 81/2008 che pone precisi adempimenti in capo al datore di lavoro e che, invece, pare molto trascurato al Comune di Varese».
«Le richieste di rafforzamento degli organici per far fronte a tale situazione non hanno trovato una risposta adeguata. L’Amministrazione, chiamata in causa sin dal mese di aprile 2024, in una prima fase si è limitata a trasferire all’Anagrafe due unità, creando a cascata ulteriori problemi in altri settori. Ora ha previsto due sole assunzioni: una nuova unità entrerà in servizio il 14 febbraio mentre nel piano occupazionale è prevista l’assunzione di un funzionario, ma non si conoscono i tempi del suo effettivo inserimento e, comunque, è destinato a prendere il posto dell’attuale capo attività che terminerà il servizio a fine anno. Non basta!».
«Nemmeno la richiesta “minimale” di un ulteriore segretario amministrativo per far fronte all’emergenza è stata accolta, solo un generico impegno per il futuro. Dedizione e impegno straordinario da parte dei lavoratori possono fronte a un’emergenza temporanea, ma per assicurare il mantenimento dei servizi e lo standard di qualità degli stessi è ora il momento di invertire la rotta» scrivono i sindacati.
E infine: «Vogliamo rafforzare la qualità dei servizi pubblici offerti alla popolazione, beni troppo preziosi, e quindi vanno migliorate anche le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori che li fanno funzionare attraverso le assunzioni necessarie. Sindaco e giunta comunale ne devono prendere coscienza».
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