CIFRE DISATTESE
Alberghi e B&B, camere vuote. L’effetto Olimpiadi non c’è
Varese penalizzata dal minore marketing internazionale. L’occupazione era stimata al 90%. Con Milano quasi sold out ora si punta sul last minute
Fa freddo fuori, ma anche nei registri delle prenotazioni. Le Olimpiadi non smuovono i dati dei soggiorni nelle strutture ricettive della provincia di Varese. Si sperava che le competizioni che si svolgeranno dal 6 al 22 febbraio attirassero amanti dello sport e turisti. I dati, invece, confermano lo stallo che si registra solitamente in questo periodo. Confermano questo scenario Daniele Margherita, direttore Federalberghi, e Alfredo Dal Ferro, presidente Associazione B&B Varese.
L’INTELLIGENZA HA TOPPATO
«Le nostre previsioni – spiega Dal Ferro – ci avevano fatto sperare, ma sono state disattese. Le prenotazioni per febbraio non vedono variazioni significative». Il presidente dell’Associazione B&B Varese rivela che ha “toppato” anche l’intelligenza artificiale. Partendo dai 2 milioni di persone attese a Malpensa, l’AI stimava una permanenza media di circa tre notti in provincia, vista la forte pressione sulle strutture ricettive di Milano. La provincia di Varese, secondo quanto considerato dall’intelligenza artificiale, è a una distanza “commuter-friendly” da Milano, che è raggiungibile in meno di un’ora da quasi tutti i punti del territorio e soprattutto tramite una buona connessione ferroviaria.
AUMENTI TRA 30 E 80%
L’AI ha considerato anche altri fattori. Ad esempio, gli studi mostrano che in altri grandi eventi passati (Expo, Mondiali) circa il 18-25% dei visitatori ha dormito fuori Milano. Rispetto alle competitor come Como, Monza, Bergamo, Pavia, Novara e Lugano, secondo l’AI, il nostro capoluogo presenta prezzi medi inferiori e maggiore qualità delle strutture ricettive. Penalizza Varese, invece, un minore marketing internazionale. L’intelligenza artificiale aveva quindi stimato che si sarebbero dovute registrare circa 70.000 notti in più nelle strutture. In altre parole, ci sarebbe dovuta essere un’occupazione maggiore del 90% delle camere di alberghi e B&B. Di conseguenza, le tariffe avrebbero fatto registrare aumenti compresi tra il 30 e l’80 per cento.
IL LAST MINUTE
«Non abbiamo riscontrato un incremento nei livelli solitamente registrati nei primi tre mesi dell’anno», spiega Alfredo Dal Ferro. Il presidente dell’Associazione B&B Varese spera che questi dati possano variare nei prossimi giorni, considerando che a Milano le disponibilità delle strutture ricettive sono in calo e che molti ricorrono al last minute. Il quadro è confermato da Daniele Margherita, direttore di Federalberghi. «Milano può offrire soggiorno ancora per poco – afferma Margherita – e la provincia di Varese potrà essere la scelta privilegiata, considerando la vicinanza ai luoghi di svolgimento delle competizioni».
BENE SARONNO, MALE MALPENSA
Il direttore Federalberghi specifica che fa eccezione solo l’area di Saronno. «È l’unica zona – afferma – che mostra un po’ di movimento». Daniele Margherita si dichiara molto sorpreso del dati bassi della zona intorno Malpensa. «In altre occasioni – racconta Margherita – c’è molta più richiesta per le aree esterne a Milano. Penso al Salone del Mobile, che porta presenze fisse in provincia». In questo quadro fa registrare un elemento discordante ma foriero di speranze la città di Varese. «Un albergatore cittadino – rivela il direttore di Federalberghi – mi ha riferito che sta ricevendo richieste di preventivo da parte di alcune aziende per la disponibilità di sale per conferenze e convegni». Si può pensare che si tratti di realtà imprenditoriali facenti parte di quello che può essere considerato l’indotto delle Olimpiadi, ovvero aziende che non forniscono prodotti o erogano servizi immediatamente legati allo sport, ma che possono esserne affini. Ancora, si può pensare che si tratti di società che sperano di volgere a proprio favore l’eco di risonanza delle Olimpiadi invernali per farsi conoscere e intercettare nuovi clienti, magari estendendo il proprio campo d’azione.
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