AMMINISTRATIVE
Elezioni a Somma, Forza Italia lancia Pezzotta
Centrodestra: la proposta azzurra in risposta a Consonni. Iametti spiega la sua scelta
Silvio Pezzotta è il nome proposto da Forza Italia per le elezioni amministrative a Somma Lombardo. Sarà quello giusto per far ritrovare l’unità al centrodestra? Oggi, giovedì 9 aprile, avrebbe dovuto essere il giorno della verità, dopo settimane di trattative, veti incrociati e passi indietro, ma non è arrivata alcuna ufficialità. Al di là della suggestione di allearsi ad Azione, che pone come condizione il suo candidato sindaco Dario Pulli e che non trova tutti d’accordo, oggi forzisti, Lega e Fratelli d’Italia sono chiamati a sciogliere il nodo più pesante: annunciare la persona sulla quale punteranno per le elezioni del 24 e 25 maggio. Un passaggio che arriva fuori tempo massimo, con una coalizione ancora in cerca di equilibrio e un centrosinistra già in piena campagna elettorale. Per di più, con il coniglio tirato fuori dal cilindro ieri nel tardo pomeriggio da FI, appunto Pezzotta, si profila un altro confronto serrato tra alleati: non più tardi di lunedì Daniele Consonni, segretario cittadino di FdI, si è detto disponibile a ricoprire il ruolo dopo la rovinosa rinuncia di Pier Cesare Iametti. Intanto c’è chi scuote la testa.
Abituato a lavora in team
«Domani (oggi, ndr) scioglierò la mia riserva», dice lo stesso Pezzotta, interpellato appena emersa la notizia. «Io, da uomo abituato a lavorare in team e da cittadino che ama Somma Lombardo, mi metto a disposizione per guidare una coalizione unita. Però, che sia unita». Tradotto, diventa fondamentale trovare quell’intesa ancora mancante. Soprattutto dopo che lui si era già fatto da parte in favore della candidatura di Iametti e della sospirata compattezza d’alleanza.
Tra veto e responsabilità
Forza Italia aveva preso tempo, rinviando a oggi una decisione che potrebbe cambiare gli equilibri. Di fatto è trapelata ieri: Pezzotta. In pratica, una risposta negativa alla disponibilità di Consonni che - non è un mistero - è ai ferri corti con il segretario cittadino forzista Gerardo Locurcio. Quel «con Consonni mai», più volte filtrato anche fuori dai tavoli ufficiali, pesa come una linea rossa. La domanda è tutta politica: FI farà saltare il banco? La risposta arriverà nelle prossime ore, ma da quella scelta dipende la tenuta dell’intero schieramento.
Punto di non ritorno
Tra le voci più critiche c’è quella di Alberto Barcaro, capogruppo di Noi per Somma ora in area Noi Moderati. Il giudizio è netto: «Per me oggi è un punto di non ritorno». Il confronto con Iametti, spiega, era stato «serio e propositivo», ma il fallimento della sintesi politica pesa come un macigno. «Se non si è riusciti ad appianare le divergenze personali, vuol dire che non c’era la volontà». Parole che suonano come un atto d’accusa verso l’intera coalizione. Seguite da un avvertimento: «Non si deve per forza stare insieme. Se si vince, certe differenze poi vengono a galla: come si può pensare di governare così?». Barcaro non si sbilancia sul futuro personale, ma lascia aperta l’ipotesi di fermarsi: «Non ho velleità o necessità di essere per forza in politica».
Ritardi e incognite
Comunque, sia il quadro racconta una coalizione in ritardo cronico. A un mese e mezzo dalle elezioni, il centrodestra dovrebbe essere già in campagna elettorale, non ancora alla ricerca del candidato. Il confronto con il centrosinistra è impietoso: dall’altra parte si marcia compatti, qui si continua a discutere.
Il messaggio di Iametti: «Senza coesione, impossibile costruire»
Nel frattempo, dopo il passo indietro, Piero Cesare Iametti rompe il silenzio e affida a una nota le ragioni della sua rinuncia. Parole che pesano e che, più che spiegare una scelta personale, fotografano lo stato della coalizione. «Quando sei candidato sindaco, se vuoi costruire qualcosa ci vuole coesione», scrive, indicando nel clima interno il vero nodo politico. E ancora: «Quando ti accorgi che il rischio di insuccesso è alto, devi tenere conto della realtà». Iametti parla di una coalizione che «mal si sopportava» proprio nel momento decisivo, quello della costruzione del futuro della città. Da qui la decisione di fermarsi: «Per la mia onestà civica e politica ho ritenuto che il mio contributo finisse lì». Una presa di posizione netta, che smonta l’idea di un semplice passo indietro tattico e mette in evidenza un problema strutturale: senza unità, non solo è difficile vincere, ma diventa complicato anche solo presentarsi credibilmente agli elettori.
Centrodestra (sempre più) diviso
Sul piano politico, il centrodestra appare oggi più vicino a una partenza disunita che a una sintesi condivisa. Fratelli d’Italia accelera e si prepara a ufficializzare la propria campagna elettorale insieme a Udc e lista civica, lasciando intendere che l’ipotesi di correre anche senza un accordo complessivo non è più un tabù. La Lega, invece, mantiene una linea attendista: nessuna presa di posizione ufficiale, segno di una partita ancora aperta. Forza Italia resta nel mezzo, divisa tra la necessità di chiudere e il rischio di accettare soluzioni non pienamente condivise. Il risultato è una coalizione che continua a muoversi senza una direzione unica, mentre il calendario elettorale impone scelte rapide. Oggi, dunque, non è solo il giorno del nome. È il giorno in cui il centrodestra deve decidere cosa vuole essere: una coalizione capace di trovare una sintesi o un insieme di forze destinate a correre ognuna per conto proprio. Perché il vero nodo, ormai, non è più solo il candidato sindaco. È la credibilità politica di un progetto che, fin qui, fatica a dimostrare di poter reggere oltre i tavoli delle trattative.
© Riproduzione Riservata


