L’OPERAZIONE
Apologia di fascismo, perquisizioni fra Varesotto e Comasco
Nell’indagine coinvolti anche esponenti di Do.Ra. e CasaPound. Sotto esame alcune commemorazioni nei luoghi legati alla cattura di Mussolini con il rito del “presente”
Perquisizioni all’alba tra le province di Varese, Como e Pavia nell’ambito di un’indagine della Procura di Como su presunte condotte di apologia di fascismo. Il blitz, coordinato dagli investigatori della Digos dei due capoluoghi, avrebbe interessato esponenti di diversi gruppi dell’area dell’estrema destra attivi tra il Varesotto e il Comasco.
OPERAZIONE VASTA
Tra i destinatari dei decreti figurerebbe Alessandro Limido, il leader dei Do.Ra., la Comunità militante dei Dodici Raggi con sede ad Azzate. Coinvolto anche Giorgio Rizzitano, esponente locale di CasaPound. Nell’inchiesta comparirebbero nomi riconducibili alla Rete dei Patrioti, a Veneto fronte skinheads e ad altri ambienti dell’area, alcuni già presenti in iniziative pubbliche e commemorative svolte negli ultimi anni. L’ipotesi di reato sarebbe apologia di fascismo in concorso tra più persone, secondo la legge Scelba. Tra gli indagati vi sarebbero soggetti già coinvolti in procedimenti analoghi; per alcuni, tra cui lo stesso Limido, esponenti della Rete dei Patrioti come Ettore Sanzanni e Rizzitano, gli inquirenti starebbero valutando anche la recidiva. Una parte degli accertamenti si concentrerebbe sulle commemorazioni svolte nell’area di Dongo e Giulino di Mezzegra, luoghi legati alla cattura e alla fucilazione di Benito Mussolini. Al raduno del 27 aprile dello scorso anno, secondo le cronache, avrebbero preso parte oltre un centinaio di militanti riconducibili a diverse sigle dell’estrema destra, tra cui CasaPound, Rete dei Patrioti, Lealtà Azione e realtà dell’area identitaria lombarda, in un contesto organizzato anche attraverso l’associazione culturale “Mario Nicollini”. A Dongo si sarebbe svolto il rito del “presente”, mentre una seconda fase della commemorazione si sarebbe tenuta a Giulino di Mezzegra, davanti a villa Belmonte.
UNA LUNGA LISTA DI EPISODI
L’indagine si inserirebbe in un filone già avviato nei mesi scorsi. Nel giugno 2025 un’operazione analoga aveva portato alla perquisizione della sede dei Do.Ra. e di alcune abitazioni, con il sequestro di materiale ritenuto di interesse investigativo. Parte di quei dispositivi e documenti sarebbe stata successivamente dissequestrata a dicembre. Nel corso delle attività di ieri mattina, martedì 14 aprile, secondo quanto si apprende, sarebbero stati acquisiti nuovamente dispositivi informatici, telefoni e altro materiale, in parte riconducibili a quanto già oggetto del precedente sequestro, ferma restando la possibilità che ulteriori elementi siano stati individuati nel corso delle perquisizioni. Le operazioni si sono svolte intorno alle 4.30 e avrebbero interessato più obiettivi sul territorio. Al momento non risulterebbero misure cautelari personali. L’inchiesta prosegue nel massimo riserbo da parte degli inquirenti, mentre gli accertamenti sono in corso per chiarire ruoli, responsabilità e collegamenti tra i soggetti coinvolti.
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