IL CASO
Investigatore di Lonate e avvocato di Busto nell’inchiesta Equalize
Le indagini sul dossieraggio illegale passano dalla provincia di Varese
«Sì, lavora a Busto Arsizio, lui è un mio collaboratore e lui è un ex appartenente alle forze speciali della polizia albanese...». Così Carmine Gallo, l’ex superpoliziotto, nonché gran capo della presunta associazione a delinquere accusata di dossieraggi illeciti, deceduto nel settembre dell’anno scorso, presentava - intercettato - un 47enne investigatore privato residente a Lonate Pozzolo.
Un contatto di Gallo da lungo tempo che ha preso spunto, «ovvero dagli anni Novanta, periodo in cui Gallo operava in Albania per la gestione dell’emergenza profughi», avevano scritto i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Varese da cui ha preso spunto l’indagine del pm della Distrettuale Antimafia di Milano Francesco De Tommasi e del collega della Distrettuale nazionale Antimafia Antonio Ardituro sull’affaire Equalize, la società di proprietà di Enrico Pazzali, ex presidente di Fondazione Fiera Milano, a cui clienti offriva un’attività di dossieraggio illecito che poteva contare su una rete di cyber spie. Ieri, l’uomo ha ricevuto l’avviso di chiusura delle indagini, che precede la richiesta di rinvio a giudizio.
L’albanese di Lonate Pozzolo risulta indagato in concorso con un maresciallo della Finanza di Lecce per rivelazione ed utilizzazione di segreto di ufficio ed accesso abusivo a sistema informatico. Avrebbe commissionato a Gallo l’abusiva acquisizione dei dati su tutta una serie di suoi connazionali.
Tra i destinatari dell’avviso di chiusura indagini - sempre per rivelazione ed utilizzazione di segreto di ufficio ed accesso abusivo a sistema informatico - anche un avvocato sessantenne di Busto Arsizio.
Il gruppo delle presunte cyber-spie di Equalize «agiva per finalità di profitto, derivante dalla commercializzazione delle informazioni illecitamente acquisite, oppure a scopo estorsivo-ricattatorio, per condizionare e influenzare all'occorrenza soprattutto i settori della politica e dell'imprenditoria» o per «danneggiare l'immagine dei competitors professionali e imprenditoriali» di Enrico Pazzali, che sarebbe stato al vertice della presunta associazione per delinquere, o dei suoi avversari politici o di persone a lui legate.
Tra le centinaia di vittime spiate ci sono tra gli altri Bobo Vieri, l’archistar Stefano Boeri e l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Stefano Antonio Donnarumma.
Equalize avrebbe fornito servizi anche in uno scenario di presunte faide tra famiglie dell'imprenditoria. Leonardo Maria Del Vecchio, uno dei figli dell’ex patron di Luxottica, risulta tra gli indagati per concorso in accessi abusivi a sistema informatico, anche per aver commissionato, secondo l'accusa, raccolte di dati riservati e falsi dossier su propri familiari.
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