L'AQUILA
Giuli, L'Aquila 2026 il sigillo della rinascita dalle macerie
(ANSA) - L'AQUILA, 17 GEN - Il titolo di Capitale della
Cultura 2026 è il "meritato sigillo di una comprovata rinascita
dalle macerie sempre più remote del nostro temuto e luttuoso
inquilino: il costante moto della terra, culminato nel terremoto
del 6 aprile 2009; e al tempo stesso è la prova concreta della
scommessa vinta da una comunità operosa che ha saputo crescere
come modello di partecipazione offrendo un esempio di visione
collettiva, sicura di sé e aperta al mondo". Lo ha detto il
ministro della Cultura, Alessandro Giuli, nel suo discorso
durante la cerimonia di inaugurazione di L'Aquila capitale della
Cultura 2026.
"Diventare Capitale della Cultura non è cosa facile: occorre
uno sforzo corale, creativo e amministrativo, tale da superare
la formidabile concorrenza di altre numerose città italiane - ha
aggiunto -. Vi assicuro che il coinvolgimento emotivo che state
vivendo in questo momento, l'orgoglio di sentirvi persone
speciali di un luogo speciale, è come un'onda luminosa che si
propaga con una frequenza e una intensità di cui il ministero
che rappresento ha avvertito immediatamente un calore che non si
esaurisce nei confini della vostra città".
"L'Aquila è a modo suo già Capitale della Cultura italiana da
tempo immemore - - ha sottolineato il ministro - è la regina
della nostra civiltà appenninica e trova in Rieti la sua
naturale città federata per questa comune avventura". (ANSA).
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