L'AQUILA
Altan si racconta, 'oggi fare satira è più difficile'
(di Fabio Iuliano)
(ANSA) - L'AQUILA, 20 GEN - È arrivato a L'Aquila ieri
pomeriggio e ha fatto un giro in centro, prima volta in città.
"Non posso fare paragoni ma mi sembra molto ben ricostruito
quello che ho visto". Parola di Francesco Tullio Altan, ospite
d'onore dell'Accademia di Belle Arti, tra i più celebri
fumettisti e autori satirici italiani, creatore di personaggi
come La Pimpa e Cipputi. All'inaugurazione dell'anno accademico,
sposta subito l'obiettivo dalla passeggiata alla difficoltà di
disegnare le geometrie del presente.
"La realtà è cambiata parecchio - ammette all'ANSA - però
faccio più fatica adesso, sono tempi complicati". Nel quadro che
descrive, la difficoltà non è legata alla mancanza di temi ma
all'eccesso di rumore: "Bisogna cercare dei punti che sono
sempre più nascosti in mezzo alla gran confusione generale". E,
rispetto a venti o trent'anni fa, la sensazione è di una deriva.
"Sono tempi molto confusi - osserva - le regole stanno andando
fuori dal gioco, la rissa è continua, si ragiona poco, si pensa
poco e si dialoga pochissimo". Soluzioni non ne offre. "Non ho
ricette purtroppo - ammette - sono costretto a vedere quello che
succede e a tentare di reagire, ma non sono tempi facili". Sul
rapporto tra satira e potere, Altan chiarisce la sua prospettiva
ma restringe il campo d'azione. "Questo è il mio mestiere -
rivendica - e questo è quello che devo fare", ma dei "personaggi
importanti" si occupa "solo quando lo diventano veramente, come
in questo momento". "Sennò - aggiunge - preferisco occuparmi di
chi mette questi personaggi nelle posizioni in cui si trovano",
perché "io parlo, mi sento come uno dei cittadini". E, ricorda,
"i cittadini votano, scelgono" e "purtroppo non scelgono sempre,
secondo me, secondo i criteri giusti". Da qui una lettura netta
del circuito elettori-rappresentanza: "La politica rappresenta
la società, i cittadini - osserva - però c'è una tendenza a
scappare dal mandato che ti dà l'elettore per fare un po' quello
che si vuole".
Al centro anche la cultura, chiamata a non diventare "mera
scenografia". "La cultura è fondamentale ovviamente - sottolinea
- questi tempi secondo me sono così confusi perché è stata messa
in secondo piano proprio la cultura". Metterla "in primo piano",
aggiunge, significa "pensare, dialogare, confrontare le idee e
non azzannarsi l'uno con l'altro", in una fase in cui prevale
"una sorta di noi e loro". "Questo è imperante - denuncia -
ormai sono tifoserie e quindi non si parla, non si discute, non
si analizza, quindi non si fa cultura". Infine, uno sguardo ai
lavori per i più piccoli che lo hanno accompagnato sin da inizio
carriera. "Ho cominciato 60 anni fa, un epoca diversa -
sottolinea - un lavoro come il mio si evolve senza che uno si
renda conto, sono cambiamenti che avvengono nel tempo, di cui ti
accorgi dopo qualche anno". Talvolta c'è anche di mezzo il caso.
Anche il personaggio della Pimpa "è nato per caso - ricorda - io
giocavo con mia figlia, era piccolina". Non era qualcosa di
"programmato", racconta, e "non avevo idea di realizzare un
personaggio da pubblicare. Poi - conclude - questo è successo,
ai bambini piace e sono 50 anni che la facciamo". Quanto al
materiale per fare satira nel 2026, Altan chiude con una
battuta: "Per fare satira ce ne sarebbe sì - scherza ma fino a
un certo punto - anche troppo". (ANSA).
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