SOGNO CHE S’AVVERA
«Ho scritto alla NASA. E adesso lavoro qui»
Dal Politecnico al progetto Iris: Francesco, 23 anni, di Bardello, a Pasadena grazie a un progetto filantropico
«Essere alla NASA è come vivere un sogno. Di quelli che facevo nella mia cameretta. Mi sembrava fosse un qualcosa impossibile da raggiungere. Invece, eccomi qui a Pasadena, a una ventina di minuti da Los Angeles, dove ho iniziato il 12 marzo i miei quasi sette mesi di tirocinio presso il Jet Propulsion Laboratory». Contattato Oltreoceano via WhatsApp, Francesco Pisacane, 23 anni, originario di Bardello, studente di ingegneria del Politecnico di Milano, regala le sue prime emozioni da “visiting student researcher” in quella che è a tutti gli effetti l’agenzia aerospaziale più importante al mondo.
COME IN UN FILM
«Non nascondo che a volte mi sembra di essere come in un film. Nel campus NASA ci sono misure di sicurezza incredibili, tra i più brillanti studenti provenienti dalle più prestigiose università statunitensi ed europee e piccole chicche da nerd come i cartelli mobili che puntano il cielo in direzione di satelliti e rover». A rendere possibile il suo sogno, il sostegno a percorsi professionalizzanti dall’ingegnere Giovanni Poggi, il filantropo che ha messo a disposizione le risorse attraverso la Fondazione Comunitaria del Varesotto. Questo ha permesso a Pisacane di lavorare con il Robotic Mobility and Manipulation Group, dove svolgerà la ricerca per la sua tesi di laurea magistrale in robotica e meccatronica.
JET PROPULSION LABORATORY
«Ho pensato che mi sarebbe piaciuto scrivere la tesi di laurea fuori dall’università, facendo ricerca con uno stage in un’azienda. Mi sono messo al computer e ho inviato diverse decine di mail alla NASA», racconta. «Alla fine, dopo tutta una serie di colloqui, ho trovato una posizione disponibile e sono stato collocato nell’attività in corso al Jet Propulsion Laboratory. Lavorerò su IRIS, un dimostratore di laboratorio di tecnologia per futuri telescopi per astrofisica spaziale. Il progetto legato alla mia tesi riguarderà la modellazione matematica, l’analisi e il controllo del telescopio con scopo finale quello di ottenere immagini nitide di esopianeti (pianeti esterni al nostro sistema solare, ndr) potenzialmente abitabili. Qui sono supervisionato da un mentor, mentre il mio referente al Politecnico è un docente di meccanica, che sarà il mio relatore per la tesi».
UNA FAMIGLIA UMILE
Se il sogno dell’aspirante ingegnere di Bardello è diventato realtà, è merito della Fondazione Comunitaria del Varesotto. «Provengo da una famiglia umile e il sostegno della Fondazione Comunitaria è stato fondamentale».
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