GIRO DI VITE
Il terrorismo della forchetta
Nuove regole sulle recensioni online dei ristoranti
«I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli». Questa frase di Umberto Eco andrebbe scolpita nel marmo, fatta imparare a memoria nelle scuole oppure lasciata in calce a ogni pagina internet. E andrebbe applicata non solo ai social media ma anche ai siti che pubblicano recensioni di ristoranti e alberghi: nati con il nobile intento di fornire indicazioni preziose a chi si trova in località sconosciute, si sono presto trasformati in un catino in cui riversare rabbia e frustrazione dopo una serata andata male.
Il cameriere non ha soddisfatto ogni nostra richiesta? Recensione negativa. Il bambino al tavolo accanto ha lanciato una forchetta? Recensione negativa. Non siamo neppure riusciti a prenotare in quel locale? Recensione negativa.
Il problema è che tutto questo odio virtuale si trasforma poi in conseguenze dannatamente reali per chi con quell’attività ci campa. Per carità, non è sempre così: ogni tanto le recensioni online sono costruttive e rappresentano davvero una preziosa bussola per schivare brutte sorprese, ma il rischio è sempre dietro l’angolo. La speranza è che ora la situazione possa finalmente cambiare e che questa giungla trovi regole certe.
Sì perché da alcuni giorni sono entrate in vigore le nuove norme sulla disciplina delle recensioni online. Le regole, che impongono il requisito dell’attualità (limite di 30 giorni) e la verificabilità (tramite prova fiscale), smascherano la vigliaccheria del "recensore seriale" che colpisce a distanza di mesi o senza essere mai entrato nel locale.
La presunzione di autenticità legata allo scontrino è il primo vero argine contro chi, per noia o cattiveria, si sente in diritto di distruggere la reputazione altrui. La recensione online non è più lecita, in ragione della significativa mancanza di attualità, decorsi due anni dalla sua pubblicazione; e inoltre gli esercenti potranno segnalare le “pagelle” che non rispettano i requisiti di liceità previsti dalla norma, utilizzando i canali messi a disposizione dalle piattaforme per contestare i contenuti ritenuti illeciti. Affinché le disposizioni diventino a tutti gli effetti operative, tuttavia, occorre attendere che l'Antitrust emetterà il provvedimento, sentiti l'Agcom, il Garante per la protezione dei dati personali, il Mimit e il ministero del Turismo. Ma forse all’orizzonte si intravede finalmente il tramonto del terrorismo della forchetta.
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