LA SENTENZA
Investì carabiniere, dovrà risarcirlo
Se il 24enne di Casciago non pagherà, andrà in carcere
Se non risarcirà il carabiniere che investì al termine di un folle inseguimento, la notte del 5 gennaio scorso, andrà in carcere.
Il ventiquattrenne di Casciago arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, e poi scarcerato con l’obbligo di firma in caserma tutti i giorni della settimana, è stato condannato ieri a otto mesi di reclusione (stessa pena richiesta dal pubblico ministero Lucilla Gagliardi nel processo con rito abbreviato). Il giudice Luciano Luccarelli gli ha concesso i benefici della sospensione condizionale della pena e della non menzione della condanna, subordinandoli però all’integrale indennizzo del danno al brigadiere (costituito parte civile con l’avvocato Sonia Rumiatti) finito in ospedale con un trauma cranico. Risarcimento che è stato quantificato in 500 euro.
Ma i guai per il giovani potrebbero non essere finiti: il militare ha infatti presentato querela sia per le lesioni (la prognosi iniziale, dieci giorni, si è aggravata, tanto che l’uomo è ancora in convalescenza), sia per calunnia e diffamazione, perché - nell’interrogatorio prima, sui social poi - avrebbe dichiarato che fu il carabiniere a lanciarsi sul cofano dell’auto.
Nell’udienza precedente, il difensore del 24enne (l’avvocato Daniela Figini) aveva chiesto che venisse disposta una perizia psichiatrica; istanza respinta perché non supportata da documentazione medica che attesti la presa in carico da parte di un SerD o un Cps.
«Io non sono ciula come gli altri che si fanno ritirare la patente per un grammo di erba. Io ai posti di blocco non mi fermo!», aveva annunciato su Instagram alla fine del 2025. E quando, ai primi di gennaio, si è trovato davanti la paletta dell’Arma sulla Statale 394 a Luino, ha mantenuto fede alla promessa: ha accelerato in direzione di Maccagno. Sei chilometri di corsa con i carabinieri alle calcagna. Una pattuglia gli ha sbarrato la strada e allora ha fatto inversione e ha travolto un uomo del Radiomobile, finito prima sul cofano, poi a terra. Alla fine il 24enne è stato arrestato; in macchina aveva cinque spinelli, ma si è rifiutato di sottoporsi al test sull’assunzione di stupefacenti. «Ne avevo solo mezzo», si è difeso. «È vero, faccio uso di marijuana, la fumo quasi ogni giorno come medicina contro l’insonnia: ho trovato il giusto equilibrio tra quella e la melatonina».
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