IL CASO
Liquami nel Ticino, rabbia a Sesto Calende
Indignazione per l'ennesimo sversamento nel Fiume Azzurro
Anno nuovo vecchio problema: gli sversamenti fognari nel Ticino. L’ultimo a inizio 2026 e sui social locali si è scatenato il dibattito sull’inquinamento del “fiume azzurro”. La fuoriuscita di liquami che hanno colorato di bianco le acque è avvenuta nel solito scarico di piazza Guarana, più volte immortalato dagli ambientalisti.
Sulla vicenda è intervenuto il Circolo Legambiente di Sesto Calende per puntualizzare l’annoso problema che dovrebbe essere risolto nell’anno nuovo grazie all’intervento da 4,8 milioni di euro che Alfa srl deve effettuare sul depuratore del rione Mulini in via Sculati.
Legambiente contrariata
«Come già scritto più e più volte, è necessario ricordare che la nostra rete fognaria presenta criticità intrinseche, legate alla sua stessa struttura: un sistema costruito tra la fine degli anni ‘80 e l’inizio dei ‘90, con problemi che oggi non sono risolvibili in modo definitivo». In particolare i tratti di viale Italia e dell’Alzaia Mattea presentano scolmatori che fanno notizia perché sono situati in centro città e quindi visibili, ma è l’intero sistema fognario a funzionare in questo modo. Ad esempio lungo il torrente Lenza sono presenti otto scolmatori. Le cause di questi scarichi sono diverse: il troppo pieno di un depuratore che dovrà essere ampliato, la rottura di una pompa oppure il blocco dovuto a oggetti impropri gettati negli scarichi. Alfa ha più volte raccontato negli incontri pubblici di trovare di tutto incastrato, dagli assorbenti a tessuti e molta plastica. «Non sono responsabili di questa gestione né l’Amministrazione comunale precedente né quella attuale», dicono. Oggi il gestore è Alfa srl che si trova ad operare su una rete obsoleta e caratterizzata da numerosi problemi. L’ente ha investito parecchi fondi, in ogni caso risolvere il problema in maniera definitiva è impossibile. Ogni anno a luglio il Circolo Legambiente, da quattro anni a questa parte, organizza un incontro pubblico in sala consiliare con Alfa per discutere di queste problematiche. «Sarebbe auspicabile una partecipazione più ampia da parte della cittadinanza, soprattutto considerando che la maggior parte di chi si lamenta sui social poi non si presenta», incalzano i volontari.
Il punto sulla rete
Sulla questione è intervenuto più volte anche l’assessore all’Ambiente Leonardo Balzarini che spiega: «Buona parte della rete fognaria di Sesto è mista, cioè raccoglie sia acque chiare, inclusa quella piovana, sia nere. In caso di forti piogge il circuito viene sovraccaricato, attivando gli scolmatori per evitare danni al depuratore. Il collettore principale lungo la strada alzaia “Leandro Mattea” ha poi una problematica aggiuntiva: in caso di forti precipitazioni e alto livello del Ticino, l’acqua del fiume entra nella rete fognaria tramite gli scolmatori, causando fuoriuscite dai tombini». Balzarini precisa che «l’Amministrazione comunale non può intervenire direttamente sulla problematica delle fuoriuscite di liquami dai tombini poiché la gestione della rete fognaria è di competenza di Alfa srl e Ato provinciale. Gli interventi attuabili dall’Amministrazione comunale si limitano alla pulizia delle strade dopo gli sversamenti».
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