ROMA
Luisa Ranieri, "la preside che va contro tutti è una storia che va raccontata"
(ANSA) - ROMA, 08 GEN - "Tutto nasce da un documentario
bellissimo di Domenico Iannacone che ha dedicato a questa
dirigente scolastica uno speciale Rai 'Come figli miei'
incentrato su questa donna: io mi ricordo di aver pianto quella
sera, e mio marito Luca l'ha cercata; è stata sua l'idea di
farci una serie". Ne La Preside, la miniserie di Luca Minisero
in onda su Rai 1 dal 12 gennaio in prima serata, Luisa Ranieri,
interpreta un personaggio liberamente ispirato a Eugenia
Carfora, la dirigente scolastica di Caivano divenuta simbolo di
coraggio e determinazione, che ogni giorno lotta per il riscatto
educativo e sociale dei ragazzi.
"Eugenia - spiega l'attrice - ha voluto dare a questi ragazzi
la possibilità di vedere che c'è un mondo fuori, una prospettiva
diversa". La miniserie in quattro serate nasce da un'idea di
Luca Zingaretti, anche cosceneggiatore e coproduttore con la
società creata con la moglie, la Zocotoco, insieme a Bibi Film e
in collaborazione con Rai Fiction. Nella storia, che ha nel
cast, fra gli altri, anche Ivan Castiglione, Alessandro
Tedeschi, Francesco Zenga, Ludovica Nasti, Pasquale Brunetti,
Daniela Ioia, Claudia Tranchese, incontriamo la protagonista
Eugenia Liguori (Ranieri) quando accetta come primo incarico da
preside l'Istituto Ortese, posizionato in una zona di Napoli al
centro di una delle più grandi piazze di spaccio d'Europa. Una
scuola devastata dentro e fuori, che l'irrefrenabile Eugenia
inizia subito a rivoluzionare, occupandosi nello stesso tempo di
riportare in classe gli studenti, anche andandoli a recuperarli
uno a uno, casa per casa, chiamandoli con il megafono.
Eugenia Liguori ha 47 anni e un desiderio ostinato,
coraggioso e quasi incontenibile di "essere d'aiuto",
soprattutto dove ce n'è più bisogno. L'istruzione poi "è il
primo baluardo" di una società evoluta. Luca Zingaretti
aggiunge: "Ero al telefono per parlare con lei ancora prima dei
titoli di coda". La 'vera' Eugenia Carfora afferma: "L'unico mio
credo è non rassegnarmi mai. Ogni ragazzo recuperato allo studio
è una vittoria per la nostra società. Io estenderei la scuola
dell'obbligo ai 18 anni". (ANSA).
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