IN MANETTE
Rubano giacche da sci: «Volevamo dei vestiti da indossare»
Arrestati due giovani dopo il furto da mille euro alle Corti di Varese. Sono tornati in libertà in attesa del processo
Dal centro di accoglienza in Ticino a Varese per rubare felpe, pile, giacche e occhiali da sci. Ma la “missione” dei due giovani marocchini non è sfuggita all’occhio attento dell’addetto alla sicurezza di Cisalfa Sport, che li ha bloccati sull’ascensore del centro commerciale Le Corti per consegnarli ai carabinieri che li hanno arrestati per furto aggravato.
A PIEDE LIBERO IN ATTESA DEL PROCESSO
Hanno trascorso due notti in cella e ieri pomeriggio, lunedì 5 gennaio, dopo la convalida dell’arresto da parte del giudice Luciano Luccarelli, sono tornati in libertà in attesa del processo per direttissima (rinviato, su richiesta dell’avvocato difensore Andrea Brenna, a fine gennaio). Soltanto uno dei due, visti i suoi precedenti, ha il divieto di dimora in provincia di Varese; l’altro non ha invece alcuna prescrizione da rispettare. Nell’interrogatorio in Tribunale, uno solo dei due immigrati ha risposto alle domande (l’altro è sordomuto), ammettendo il furto, commesso dopo aver staccato le placche antitaccheggio dai prodotti incriminati: «Volevamo soltanto dei vestiti da indossare», si è giustificato. Indumenti indubbiamente caldi, adatti ad affrontare le rigide temperature di questi giorni, e anche di ingente valore: il totale della refurtiva sfiora i mille euro.
GIÀ NOTI ALLE FORZE DELL’ORDINE
Ventisei anni il primo, diciotto il secondo, entrambi gli extracomunitari erano già stati fermati dalle forze dell’ordine, italiane e straniere, con diversi “alias”, cioè nomi falsi forniti al momento dell’identificazione. Hanno raccontato il loro viaggio da clandestini, dal Marocco alla Spagna, alla Francia, per approdare infine al Centro federale d'asilo di Balerna (Svizzera). Sabato scorso hanno preso il treno a Mendrisio e hanno raggiunto Varese. «Abbiamo fatto un giro e siamo entrati nel centro commerciale – ha dichiarato –. Un mio conoscente mi aveva detto che qui avrei trovato dei vestiti». Piccolo particolare: di pagarli non avevano alcuna intenzione, come dimostra anche la manovra per rimuovere i sistemi antifurto dalle giacche che hanno dovuto subito restituire.
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