LA SENTENZA
Truffa alla banca, tutti assolti. La soddisfazione di Galparoli
Nessun reato nella vicenda dei prestiti da un milione dell’istituto BPM. Assoluzione con formula piena per i cinque imputati
Si chiude con una sentenza di assoluzione una vicenda giudiziaria che per anni ha ruotato attorno all’ipotesi di una truffa milionaria ai danni del Banco BPM. Ieri mattina il giudice Stefania Brusa ha pronunciato il verdetto: il reato di truffa è stato dichiarato prescritto, mentre per l’accusa di autoriciclaggio tutti gli imputati sono stati assolti con formula piena, perché il fatto non sussiste.
La decisione arriva al termine di un processo che ha riguardato fatti risalenti al periodo compreso tra il 2014 e il 2017 e che vedeva imputate cinque persone: l’imprenditore ed ex editore Piero Galparoli (nella foto), anche figura politica di primo piano in provincia di Varese nelle fila di Forza Italia, il consulente finanziario Marco Lo Nero, l’allora dipendente bancario Michele Bergamini, Ezio Ossola e Giovanni Grieco. Un procedimento che, già nelle scorse settimane, aveva registrato un passaggio significativo con la richiesta di assoluzione formulata dal pubblico ministero Marialina Contaldo, la quale aveva riconosciuto come dal dibattimento non fossero emersi elementi sufficienti a sostenere le accuse iniziali.
Finanziamenti “allegri”
Secondo l’impostazione originaria dell’indagine, al centro vi sarebbe stata una serie di finanziamenti concessi a società e cooperative poi risultate inadempienti, per un importo complessivo superiore al milione di euro. Prestiti che, stando alle contestazioni, sarebbero stati erogati senza istruttorie complete e in parte destinati a finalità diverse da quelle dichiarate. Una ricostruzione che, nel corso del processo, non ha trovato però conferme tali da reggere al vaglio dibattimentale. Anche per questo la Procura aveva chiesto infine l’assoluzione di tutti gli imputati. Di diverso avviso era rimasta la parte civile: il Banco BPM, rappresentato dall’avvocato Paolo Grasso, aveva insistito nel ritenere sussistente un danno economico rilevante per l’istituto di credito.
«Nessuna rilevanza penale»
Le difese hanno invece sempre respinto ogni ipotesi di illecito. L’avvocato Paolo Bossi, legale di Piero Galparoli, aveva sottolineato la marginalità del ruolo del proprio assistito nella vicenda. L’avvocato Marco Lacchin, per Marco Lo Nero, aveva ricondotto i flussi di denaro contestati a normali fatture per prestazioni professionali. Per Michele Bergamini era intervenuto l’avvocato Francesco Chitò, mentre Ezio Ossola e Giovanni Grieco erano difesi rispettivamente dagli avvocati Elisabetta Brusa e Lara Paladino. Tutti avevano evidenziato come eventuali irregolarità procedurali in ambito bancario non potessero automaticamente assumere rilevanza penale.
Nessuna responsabilità penale
Dopo la lettura della sentenza, Piero Galparoli e il suo difensore Paolo Bossi hanno espresso soddisfazione per l’esito del processo, sottolineando come il verdetto metta fine a una vicenda lunga e complessa. Con la pronuncia di ieri, il procedimento si chiude infatti definitivamente, confermando l’assenza di responsabilità penali a carico degli imputati.
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