LA DECISIONE
Varese, a processo per truffa alla banca: tutti assolti
In Tribunale la sentenza del giudice Stefania Brusa
Il processo relativo alla presunta truffa milionaria ai danni del Banco BPM si è concluso questa mattina, giovedì 8 gennaio, con una sentenza che chiude definitivamente il caso. Il giudice monocratico Stefania Brusa ha dichiarato prescritto il reato di truffa e ha assolto tutti gli imputati con formula piena dall’accusa di autoriciclaggio.Una decisione che conferma quanto già emerso nell’udienza precedente, quando anche il pubblico ministero Marialina Contaldo aveva chiesto l’assoluzione di tutti e cinque gli imputati, riconoscendo l’assenza di elementi probatori sufficienti a sostenere le contestazioni iniziali. Il procedimento riguardava fatti collocati tra il 2014 e il 2017 e vedeva imputati l’imprenditore ed ex editore Piero Galparoli, il consulente finanziario Marco Lo Nero, l’ex dipendente bancario Michele Bergamini, Ezio Ossola e Giovanni Grieco. Galparoli, assistito dall’avvocato Paolo Bossi, ha espresso soddisfazione per l’esito della vicenda, così come il suo difensore, sottolineando la conclusione positiva di un procedimento durato anni. Nel corso del dibattimento erano intervenuti anche gli altri difensori: l’avvocato Marco Lacchin per Lo Nero, l’avvocato Francesco Chitò per Bergamini, l’avvocato Elisabetta Brusa per Ossola e l’avvocato Lara Paladino per Grieco. Tutti avevano respinto le accuse, sostenendo l’assenza di un accordo fraudolento e di condotte penalmente rilevanti.
La banca, costituita parte civile, era rappresentata dall’avvocato Paolo Grasso, che aveva ribadito la convinzione dell’istituto di aver subito un danno economico, provocato - secondo l’impostazione accusatoria iniziale - da una serie di prestiti concessi senza le dovute istruttorie a società e cooperative poi inadempienti nella restituzione dei soldi. Tuttavia, la sentenza di oggi ha posto fine al procedimento, escludendo responsabilità penali a carico di tutti gli imputati.
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