LA PROTESTA
«Viale Borri dimenticato»: il Mav e Bardelli attaccano maggioranza e opposizione
Varese, le proteste di residenti e commercianti della zona raccolte dal Movimento Angelo Vidoletti
Stefania Bardelli e il Movimento Angelo Vidoletti riportano sotto i riflettori viale Borri a Varese e le sue problematiche. L’attacco è non solo alla maggioranza, ma anche all’opposizione. «L’amministrazione Galimberti non si fa vedere da queste parti, e neppure l’opposizione: evidentemente viale Borri non fa notizia come viale Belforte» scrivono in un comunicato. E Bardelli tuona: «I disagi ci sono, eccome». Il Mav parla di «residenti e commercianti dimenticati, sommersi dai disagi e dall’indifferenza», spiegando di essere «da sempre dalla parte dei varesini, di tutti i quartieri di Varese, perché siamo convinti che la rivoluzione dal basso sia necessaria per ricostruire la nostra città». Il Movimento Angelo Vidoletti prosegue: «Diamo la parola a chi non ha voce attraverso i video che pubblichiamo sulla nostra pagina Facebook che, ad oggi, conta 47 mila follower. Queste voci stanno diventando un coro che si leva contro i politicanti di destra e di sinistra, che stanno portando la nostra città nel baratro».
LE PROTESTE
Annamaria Florio, titolare Bar Nilo, spiega: «Viale Borri non si riconosce più. Ho un bar da 24 anni e la situazione non è mai stata così critica. Siamo stufi di non essere ascoltati. Lo scorso anno ci hanno piazzato uno spartitraffico proprio di fronte, che intralcia le manovre dei tir e, in caso di colonna — molto frequente — le ambulanze sono costrette ad andare contromano. Non parliamo poi dei parcheggi inesistenti: solo transenne senza marciapiede. Posteggi brevi avrebbero facilitato la sosta e aiutato le attività. L’amministrazione se n’è fregata delle nostre problematiche. A causa loro abbiamo perso tanta clientela».
Giacomo Pietrocola, titolare della Tabaccheria 62, si sfoga: «Questo spartitraffico, con attraversamento pedonale annesso, è stato piazzato a ridosso dell’incrocio. Chi ha pensato una cosa del genere è del mestiere? Visto che dicono che non fanno dossi per le ambulanze, ci piazzano nel punto più stretto un bello spartitraffico. Nove anni fa, quando sono arrivato, era tutto diverso: la viabilità è stata compromessa in maniera irreparabile e chi ne paga le conseguenze siamo noi commercianti e chi passa ore in coda. Ormai i politici che si definiscono del territorio non incantano più nessuno».
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