BRUXELLES
L'Ue fa muro sul Board di Gaza, ma Trump: 'Roma vuole entrarci'
(ANSA) - BRUXELLES, 23 GEN - Quasi cinque ore di dibattito
senza telefonini e in formato ristretto. Sul tavolo, un menù
fisso: le relazioni transatlantiche con la nuova, a dir poco
imprevedibile, America di Donald Trump. E' stato un Consiglio
europeo atipico, quello che ha avuto luogo a partire dalle 19
all'Europa Building. Una lunga cena di lavoro, alla fine della
quale l'Ue ha ribadito tutta la sua distanza dal tycoon, senza
ovviamente chiudergli le porte. Ma qualcosa si muove, tra le
cancellerie europee. E, sul Board di Gaza, ad esempio, il
presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, nelle sue
conclusioni orali, ha rimarcato "i seri dubbi" suoi e di diversi
leader.
Le conclusioni sono state orali perché, essendo
straordinario, il summit non prevedeva un testo scritto. In
questo caso, tuttavia, per i vertici Ue è stato quasi un
vantaggio. Su Trump l'unità mostrata dall'Ue sta crescendo ma
non racchiude certo tutte le capitali. Il Board di Gaza è stato
firmato da Ungheria e Bulgaria. E' stato rifiutato nettamente
dalla Spagna. Mentre altri Paesi hanno preso tempo, tra questi
anche l'Italia. Anche se, tornando da Davos, Trump ci ha voluto
mettere ancora una volta lo zampino. "Giorgia Meloni e Karol
Nawrocki mi hanno detto che vogliono unirsi, ma prima devono
espletare le formalità necessarie", ha detto il presidente
americano, secondo i media presenti sull'Air Force One. Alle sue
parole, Palazzo Chigi non ha voluto replicare anche se non si
possono escludere contatti tra Roma e Washington nelle ultime
ore. Di certo, le affermazioni del tycoon sono destinate a far
rumore, soprattutto in Italia. Dove nelle scorse ore era emerso
con chiarezza che, con l'attuale statuto, il Consiglio di Pace
per Gaza andrebbe a confliggere con l'articolo 11 della
Costituzione. A Bruxelles, a destare preoccupazione sono
"diversi elementi dello statuto" del board, che riguardano il
perimetro delle competenze, l'assetto di governance e la
compatibilità con la Carta delle Nazioni Unite. Dubbi che non
escludono, tuttavia, una disponibilità a "collaborare" con
l'amministrazione Trump "nell'attuazione di un piano di pace
globale per Gaza", a condizione che il board operi come
amministrazione transitoria nel pieno rispetto della risoluzione
2803 del Consiglio di sicurezza dell'Onu.
Al suo rientro negli Stati Uniti, Trump si è soffermato
nuovamente sui temi a lui cari in questi: dalla Groenlandia
all'Europa, non lesinando attacchi. A Bruxelles, ormai, sembrano
quasi consapevoli che andrà avanti così fino al Midterm. Dialogo
e fermezza, senza alimentare ulteriori escalation, è la
strategia che Commissione e Consiglio europeo vogliono
mantenere. Senza reazioni impulsive, ma con ritorsioni credibili
sempre sul tavolo. Su alcuni punti, come la sovranità della
Groenlandia, c'è una linea rossa che per l'Europa non va
valicata. Su altri, come la sicurezza dell'Artico, c'è la
disponibilità a lavorare con Washington. Al vertice si è parlato
anche di autonomia strategica, destino ineluttabile ormai sia
per Ursula von der Leyen sia per Antonio Costa. Così come resta
immutato "il fermo impegno per i principi del diritto
internazionali", si legge nelle conclusioni.
Da domani l'Ue tornerà pancia a terra a costruire la sua rete
alternativa alla partnership con gli Usa. I vertici comunitari
saranno martedì 27 in India per un accordo commerciale che si
preannuncia cruciale. Mentre, sul Mercosur, l'impressione è che
né la maggioranza dei governi né Palazzo Berlaymont vogliano
aspettare la Corte di Giustizia Ue, come votato invece
dall'Eurocamera. "I Paesi hanno già dato l'ok per l'applicazione
provvisoria dell'intesa", ha sottolineato Costa, invitando la
Commissione ad andare avanti. (ANSA).
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